Sud Africa. Per molti “semplice” meta esotica, lontana tanto da dover percorrere quasi un intero meridiano, un luogo dove è perfino possibile ricongiungersi con le radici più profonde dell’essere umano. Niente male direi! Ma per i veri amanti del mare è decisamente qualcosa di più. Per non parlare poi di ogni surfer, windsurfer o diver che si rispetti, per i quali Cape Town e il Western Cape rappresentano una delle mete ideali. Un paradiso terrestre che offre condizioni perfette per tutti gli sport acquatici, una varietà infinita di fondali e specie marine da esplorare e continui contrasti di colori e paesaggi con cui Madre Natura sembra aver dipinto le estreme contraddizioni che da sempre caratterizzano questo gioiello.
Dopo una presentazione del genere, capite bene perchè io, amante della natura e surfista d’onda alle prime armi, e il mio ragazzo, Federico, windsurf addicted praticamente da sempre, abbiamo scelto Cape Town come meta per il nostro viaggio.
Presi armi e bagagli, o dovrei dire una guida e le sacche dell’attrezzatura,...sbarchiamo a Città del Capo. Come al solito, essendo partiti completamente all’avventura, passiamo i primi due giorni ad organizzarci per la sistemazione, l’affitto dell’auto e ci rendiamo conto che la piccola fetta di paradiso dove abbiamo deciso di passare i successivi tre mesi è veramente alla portata di tutte le tasche! A quel punto non ci rimane altro che andare alla scoperta degli spots, uno dei momenti più eccitanti di ogni viaggio, studiare le condizioni e aspettare trepidanti la prima uscita.
Ovviamente, ci siamo stabiliti a Table View in un delizioso appartamento a due passi dal mare, circa quindici minuti di auto dal centro della città, ma ancor più importante a metà strada tra due dei principali spots di windsurf, Sunset Beach e Big Bay. E’ proprio Sunset a regalare a Federico, ad appena 3 giorni dall’arrivo, la prima uscita. E il ghiaccio è rotto! Sunset Beach si trova percorrendo la Otto Du Pless, da Cape Town in direzione Blaauwbergstrand, alla vostra sinistra, lungo Beach Bay. Ideale con vento da sud-est, conosciuto anche come Cape Doctor, nelle giornate di piccolo e medio swell rappresenta un’ottima scuola per rider che vogliano migliorare la propria surfata. Tuttavia, se non siete già esperti o...completamente fuori di testa, rimanete a godervi lo spettacolo da riva con onde che possono raggiungere anche i cinque o sei metri. E’ possibile scegliere di fermarsi in tre parcheggi diversi, il primo chiamato addirittura “parcheggio degli italiani” (potete solo immaginarne la concentrazione!), mentre l’ultimo dotato addirittura di una comodissima grassy area per armare. Di solito il vento di Sunset sale dal primo pomeriggio, solo raramente la mattina, quindi potete anche permettervi qualche notte brava nei locali di Long Street. Se poi non volete trascurare il freestyle o lo swell si fa desiderare, dietro Sunset troverete un fantastico laghetto, acqua piatta, prato inglese per armare, bagni e docce. E’ possibile accedere al centro velico pagando una quota giornaliera di circa 50 Rand (5 euro) al simpatico ranger che troverete all’entrata e che comprende l’accesso di un windsurfista e dell’auto dalle dieci della mattina alle diciasette. Se invece vi fermate più a lungo potete iscrivervi al club per 250 Rand al mese (circa 25 euro) ed usufruire di tutte le atre facilities: piscina, bar, cucina e l’immancabile area braai, l’equivalente del nostro barbecue, accedendo al club direttamente con le vostre chiavi dalla mattina fino al tramonto! Chiedete poi alla reception il calendario degli eventi; durante l’estate non sono rare manifestazioni ed iniziative sportive per tutti i gusti.
Già alla seconda uscita in windsurf di Federico, solo qualche giorno dopo, scopriamo Big Bay. Si tratta di una baia a cinque minuti da Table View, che attira allo stesso modo surfer, winsurfer e kiter, anche se inevitabilmente, quando Cape Doctor inizia a fare sul serio, il windsurf la fa da padrone! Generalmente, il sud est si stende prima a Sunset Beach e poi a Big Bay quindi, per chi ha una certa resistenza fisica, due o tre sessions sono tranquillamente “programmabili”, Eolo permettendo, chiaramente! Ottimo per saltare più che per surfare, rimane comunque un eccellente spot per migliorare le proprie abilità. L’area intorno a Big Bay è in rapidissima espansione, quindi già dalla prossima estate troverete una notevole scelta di sistemazioni e alcuni punti di ristorazione, mentre attualmente è disponibile solo un venditore ambulante di micidiali hamburger e hotdog, salvavita per molti rider, una postazione di salvataggio, una vera passione per la gente del posto, e un mega parcheggio.
Per il windsurf, troverete poi un’alternativa valida e sicuramente meno affollata rispetto a Big Bay ad Hakgat, uno spot qualche chilometro più a nord dove, grazie ad una lingua di scogli, srotolano delle sinistre niente male. Se poi Cape Doctor fa davvero sul serio diventando troppo cattivo sia per Big Bay che per Hakgat, proseguendo sempre lungo la costa verso nord troverete Melkboss, ottimo per divertirsi in acqua fino al tramonto.
Quando invece il vento si mette da sud/sud-ovest, non esitate a raggiungere Langebaan, 120 chilometri da Table View percorrendo la R27 verso nord. Apparte il paesaggio desertico che si distacca completamente dalle aree vinicole, stese alle pendici di Table Mountain, e una baietta d’acqua piatta, Langebaan è solo un semplice e quieto paesino. Nella baia principale, potete gustarvi ristorantini e minuscoli bar, anche se è la baia adiacente alla scuola di windsurf ad offrire la perfetta condizione di acqua piatta per il freestyle. Misty Clif e Platboom sono altri due spots dove è possibile prendere grandi swell con vento che soffia da nord-ovest. La strada più breve per raggiungerli da Table View è quella che percorre la M5 fino a raggiungere False Bay, deviando prima in direzione Kommetjie per poi scendere verso sud lungo la costa atlantica fino agli spots. Misty Clif è il primo spot che incontrerete lungo la costa. Scendendo ancora verso sud, segue Scarborough ed infine, entrando all’interno del Cape Peninsula National Park, Platboom, mimetizzato tra le tante meravigliose baie che potrete scoprire nel parco. Se invece volete prendervela comoda e magari accontentare i vostri compagni di viaggio che non sono rider, è d’obbligo la strada panoramica che inizia da Green Point, la zona adiacente al porto di Cape Town, per finire, dopo un serie di semigallerie scavate letteralmente nel fianco della montagna e scenari mozzafiato, a Scarborough.
Quest’ultimo insieme a Cape Point (vicino a Platboom) rappresenta un ottimo spot anche con il sud est. Tenete comunque presente che, quando il vento promette bene, il rischio di trovare una lunga fila di auto lungo il bordo della carreggiata sovrastante lo spot è notevole, quindi magari rimandate le soste per fotografare i babbuini, che incontrerete lungo la strada, al dopo surfata! Approposito dei babbuini,...occhio a chiudere i finestrini, specialmente se avete del cibo in auto! Per armare se non volete portare a casa come souvenir mezza spiaggia appiccicata a tutta l’attrezzatura, ingegnatevi per trovare un buco tra le siepi, lungo la scarpata che porta alle spiagge. Delle tre, Misty Clif è un ottimo posto per fare foto e riprese dall’alto, ma se non avete una ragazza o un amico volenteroso, dopo la session, prendetevi un attimo di rest prima di caricarvi in spalla tutta l’attrezzatura e risalire verso la strada.
Se poi vogliamo parlare del surf da onda Big Bay è senz’altro una tappa da non sottovalutare. Nonostante alcuni surfisti decidano di cavalcare le onde di Big Bay anche in compagnia di diversi nodi di vento e di un buon numero di windsurfer e kiter, la baia dà indubbiamente il meglio di sè durante la mattina, e...per i più pigri, non necessariamente ad orari indecenti. Ideale un po’ per tutti i livelli di surfer, offre diversi picchi non troppo cattivi e onde ottime per i principianti fino ai tre metri, che diventano interessanti poi per i più esperti. Considerate però che, essendo sempre un beach break, le cose tendono ad incasinarsi un po’ con troppa onda. Se così fosse potete cercare una condizione a voi più ottimale, sia poco più a sud di Big Bay, lungo Dolphin e Kite Beach, sia in una delle tante baiette meno affollate che seguono più a nord. Insomma, a ognuno la sua onda! La mia onda perfetta, fosse anche solo per la temperatura dell’acqua, davvero invitante, era quella di Muizmberg, lungo False Bay, anche in questo caso spot adatto, a seconda delle condizioni, per tutti i livelli. Grazie alle correnti calde dell’oceano Indiano, scordatevi delle acque gelate dell’Atlantico e lanciatevi senza timore tra le sue onde. Assolutamente, da segnalare è la Gary’s Surf School, dove è possibile prendere lezioni, affittare tavole da surf per 100 Rand al giorno (circa 9 euro) o se preferite comprarle.
Nonostante ci sarebbero altre mille cose da segnalare, non vogliamo togliervi il gusto di scoprirle da soli, quindi che dire apparte “acquistate il biglietto e partite!” E per chi non fosse interessato al windsurf o al surf da onda, c’è solo l’imbarazzo della scelta tra immersioni subaque, per i più temerari, addirittura tra gli squali bianchi, paracadutismo, deltaplano, bangeejumping, per non parlare poi dei tour vinicoli, dei safari a sole due ore da Città del Capo o della sua vita notturna! E poi il clima, le tribù del posto, le loro tradizioni, il loro sorriso, la cucina, la musica, i colori...insomma un turbinio di vita, emozioni ed esperienze che meritano di essere assaporate, vissute e ricordate!
Thanks to:
Challenger Sails
Proof
Rider: Federico Radicioni